Impedenziometria - Dottore Oliva Sergio

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Impedenziometria
L’esame impedenzometrico è un esame diagnostico audiologico obiettivo, indipendente dalla volontà del soggetto, che ci permette di valutare con la timpanometria: lo stato anatomo-funzionale del sistema timpano-ossiculare e la funzionalità della membrana timpanica e della catena degli ossicini (orecchio medio); con la reflessologia (riflesso della staffa) è possibile con dei tests particolari fare diagnosi obiettiva di sofferenza cocleare (Tests di Metz), retrococleare (Tests di Anderson) e dello stesso orecchio medio (on-off, assenza del riflesso), otosclerosi, ecc.

Una piccola sonda inserita all'ingresso del condotto uditivo permette di modificare la pressione dell'aria contenuta nel condotto uditivo e di inviarvi un suono.

A cosa serve l’impedenzometria e il riflesso stapediale

L’impedenzometria misura la resistenza che incontra la propagazione del suono nell’attraversare l’orecchio medio (impedenza acustica intrinseca dell’orecchio medio). Questo avviene attraverso la quantificazione dell’energia riflessa dalla membrana timpanica.

Dallo studio delle variazioni di impedenza, si possono ricavare informazioni su tutte le condizioni del sistema timpano-ossiculare (s.t.o.) che comportano un decremento oppure un incremento dell’elasticità del sistema stesso.

Il riflesso stapediale è la contrazione del muscolo stapedio evocata da uno stimolo sonoro adeguato mediante l’attivazione dell’arco riflesso stapediale: esso pertanto misura l’integrità anatomo-funzionale di questo arco riflesso. La sua ricerca trova applicazione in ambito strettamente audiologico come nella diagnostica differenziale delle ipoacusie, la prescrizione e l’adattamento protesico oltre che in ambito otoneurologico come per esempio nella patologia retrococleare e tronco encefalica o nella topodiagnosi delle lesioni del nervo facciale.

Poiché nei soggetti sani il timpano e' elastico e libero di muoversi entro certi limiti, quando viene raggiunto da un suono lo assorbe, non lo riflette. Modificando la pressione nel condotto possiamo tendere il timpano verso l'esterno e verso l'interno fino a quando e' talmente teso da non avere più elasticità e quindi il suono che lo colpisce non viene assorbito, ma viene riflesso completamente.

Il risultato grafico di questo esame condotto su soggetti sani consiste in una curva a campana che indica la quantita' di suono riflesso dal timpano al variare della pressione nel condotto:

- quando la pressione risucchia il timpano verso l'esterno il suono riflesso e' al massimo;

- quando la pressione e' uguale a quella ambientale e il timpano e' libero, il suono riflesso e' al minimo;

- quando la pressione spinge il timpano verso l'interno il suono riflesso ritorna al massimo.

Se questa curva impedenzometrica ha un picco ridotto o addirittura e' piatta (cioè il timpano riflette sempre il suono) possiamo dedurre che:

- il timpano e/o la catena degli ossicini sono irrigiditi (p.es. per otosclerosi, per timpanosclerosi, per lacerazioni del timpano poi cicatrizzate che lo ispessiscono, ecc...)

- il timpano non puo' muoversi perché dietro c'e' del siero a causa p.es. di un'otite media in corso

Se invece la curva ha il picco, non nel punto in cui la pressione e' normale, ma quando la pressione e' negativa allora significa che il timpano e' retratto perché la tuba di Eustachio e' tappata e quindi non riesce a compensare la pressione dell'orecchio medio con quella ambientale (la sensazione che si prova momentaneamente quando si scende di altitudine).
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