Ryodoraku - Dottore Oliva Sergio

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Ryodoraku

Scheda informativa sul metodo diagnostico e terapeutico Ryodoraku

Il metodo diagnostico e terapeutico della Agopuntura Ryodoraku viene presentato in questa
scheda.

Premessa

L’approccio “riflessoterapico” dell’agopuntura presenta, rispetto a quello “tradizionale cinese” l’handicap di una minore possibilità di “regolare” l’omeostasi del paziente.
L’agopuntura tradizionale cinese arriverebbe a questo attraverso l’esame dei polsi e della lingua ed il conseguente utilizzo di punti di Agopuntura che “regolano”, secondo la MTC, l’energia del paziente, il che potrebbe equivalere, dal punto di vista occidentale, all’equilibrio del sistema neurovegetativo.
Il metodo Giapponese Ryodoraku “misura” , tramite l’esame della conducibilità elettrica a livello cutaneo, le alterazioni prodotte da questo disequilibrio.
In particolar modo lo fa secondo una procedura che, a differenza della diagnosi secondo i “polsi cinesi” è standardizzabile e ripetibile.
Di conseguenza costituisce una valida alternativa allo studio dei polsi potendo fornire, se non tutte, molte e analoghe informazioni. E’ di più semplice e rapido apprendimento. L’applicazione è semplice e rapida.
Potrebbe costituire, quando verificato secondo i principi dell’Evidence Based Medicine il complemento ideale della Agopuntura Riflessoterapica.

Una breve introduzione storica

L’arrivo della Agopuntura in Giappone risalirebbe al 265 a.d. ad opera di Jo Fuku.
Sicuramente nel 608 due monaci giapponesi compirono un viaggio in Cina per approfondirne lo studio. Al 984 risale il più antico testo medico giapponese in cui l’agopuntura venga citata. L’agopuntura in Giappone raggiunse il suo apice tra il 1603 e il 1867; in questo periodo vennero sviluppate molte tra le tecniche complementari ancora oggi utilizzate. Nel 1867, in un periodo di rivolgimenti politici interni, il governo del Giappone decise di adottare ufficialmente il sistema medico occidentale. Lo studio delle medicine tradizionali, inclusa l’Agopuntura, venne escluso dagli studi medici ufficiali. La pratica di queste discipline rimase, fino ai primi anni del 900, completo dominio del personale paramedico. Malgrado tutto molti medici continuarono a coltivare interesse per queste metodiche. Tra di essi spicca per la sua opera il Dr. Yoshio Nakatani i cui studi elettrofisiologici sull’ agopuntura portarono alla scoperta del metodo Ryodoraku.
Nel 1950, mentre stava cercando di misurare la resistenza elettrica della cute di un paziente
edematoso per nefropatia, il Dr. Nakatani scoprì una serie di punti a conducibilità elettrica maggiore della cute circostante, che potevano essere allineati secondo un tragitto uguale a quello del meridiano che secondo l’agopuntura è denominato del “Rene”. Un quadro simile venne riscontrato in altri pazienti sofferenti per malattie renali; questo fenomeno non era riscontrato, al contrario, in soggetti sani. Il ricercatore denominò questo tragitto:“ Ryodoraku del Rene”. La parola ryodoraku deriva da :“Ryo” che significa “buon”, “do” che significa “conduttore”, “raku” che significa “linea”.
Questo stesso fenomeno venne ,in seguito, verificato per ogni meridiano classico della agopuntura tradizionale nel caso di patologie ad esso collegate.
In aggiunta il Dr. Nakatani riscontrò che questo fenomeno compariva anche lungo il meridiano collegato a quello in causa secondo la regola “interno/esterno” della medicina Tradizionale Cinese. Decise comunque di non mantenere il nome originale cinese del meridiano e, per facilitarne la memorizzazione li denominò come segue:

H: (hand) Ryodoraku degli arti superiori numerati dal numero 1 al numero 6.

F: (foot) Ryodoraku degli arti inferiori numerati dal numero 1 al numero 6.

Ryo Sigla Internazionale

Organo collegato Nome Cinese del Meridiano

H1 LU Polmone SHUTAIYIN
H2 PC Pericardio SHUJUEYIN
H3 HT Cuore SHUSHAOYIN
H4 SI Intestino tenue SHUTAIYANG
H5 TE Triplo Riscaldatore SHUSHAOYANG
H6 LI Grosso Intestino SHUYANGMING
F1 SP Milza Pancreas ZUTAIYIN
F2 LR Fegato ZUJUEYIN
F3 KI Rene ZUSHAOYIN
F4 BL Vescica Urinaria ZUTAIYANG
F5 GB Vescica Biliare ZUSHAOYANG
F6 ST Stomaco ZUYANGMING

Nel 1957 una missione medica della Repubblica Popolare Cinese che si trovava in visita in Giappone, rimase colpita da queste osservazioni.
Durante la visita alla clinica in cui Nakatani operava i medici cinesi analizzarono in dettaglio la procedura e rimasero meravigliati per la teoria e stupiti per i risultati conseguiti.
Dopo il loro rientro iniziarono a comparire, anche in Cina, numerosi articoli riguardanti questa metodica diagnostica e terapeutica ed una serie di “case reports”.
Il Dr. Nakatani venne invitato in Cina ma declinò l’invito per questioni politiche. Di conseguenza i reports su questa metodica cessarono di provenire dalla Cina anche se è opinione diffusa che alla base degli studi sulla elettroanalgesia sviluppata in Cina vi siano molte delle osservazioni contenute nei lavori originali di Nakatani.
Una rielaborazione del metodo è stata presentata nel 1982 da un “chiropratico” degli Stati Uniti d’America, John A. Amaro che ha proposto una modalità semplificata dell’esame Ryodoraku denominata EMI ( Electro Meridian Imaging).

Il metodo Diagnostico e Terapeutico Ryodoraku in sintesi

Il riscontro di una zona di aumentata conducibilità elettrica della cute sarebbe un segno patologico. Quale sarebbe la spiegazione di questo fenomeno?
L’ipotesi formulata dal Dr. Nakatani contempla a questo fine, l’esistenza di riflessi simpatici viscero-cutanei. Una afferenza patologica viscerale al midollo spinale produrrebbe un riflesso efferente a livello cutaneo tramite efferenze di tipo “simpatico”.
A livello cutaneo questa efferenza apparirebbe come un sistema di connessione longitudinale (rispetto all’asse del corpo) simile a quello che è il decorso dei meridiani di Agopuntura.
Il blocco del ganglio stellato, per gli arti superiori, e il blocco del simpatico lombare, per gli arti inferiori, aumenta la resistenza elettrica della cute e determina la scomparsa di questo fenomeno (Ryodoraku). La classica apparecchiatura del Dr.Nakatani è costituita da:
A) Elettrodo esplorante o misurante
L’elettrodo misurante è collegato al polo negativo ed è cavo per potere permetterre l’alloggiamento di un batuffolo di cotone di idonee dimensioni
B) Elettrodo indifferente
L’elettrodo indifferente che viene impugnato dal paziente è collegato al polo positivo.
Essa viene utilizzata per una diagnosi “locale” del problema del paziente e per una diagnosi
“generale”.

Diagnosi locale

Quando si esamina un paziente un elettrodo umido del diametro di un centimetro viene fatto scorrere sulla cute dell’area corporea cui il paziente riferisce i propri sintomi. Nelle condizioni opportune questa procedura consente il riscontro di un certo numero di punti a maggiore conducibilità elettrica. Questi punti sono chiamati REPP vale a dire “ reactive electropermeable points”. Essi sono la sede in cui si evidenzia l’attivazione simpatica, amplificata in via riflessa.
Possono essere utilizzati oltre che a fini diagnostici, anche a fini terapeutici.
L’applicazione su questi punti di uno stimolo appropriato diminuisce, nella maggior parte dei
casi, la conducibilità elettrica e, nel contempo, si riduce o migliora la sintomatologia del paziente.

Diagnosi generale del paziente

Il paziente siede comodamente sopra un lettino; i piedi sporgono da un lato e possono essere appoggiati sopra un supporto. Il lettino è isolato elettricamente da terra.
Il medico siede di fronte al paziente, con la mano sinistra impugna l’elettrodo esplorante e con la destra annota i valori registrati.(esistono anche sistemi informatizzati).
L’elettrodo esplorante viene appoggiato sui punti da misurare e premuto per circa 2/3 secondi non troppo forte e non troppo poco; si deve usare la stessa pressione con la quale, con un dito, tasteremmo un frutto per valutarne il grado di maturazione. In alternativa la pressione è paragonabile a quella che si potrebbe sopportare, senza fastidio, premendo con un dito sul bulbo oculare a palpebra chiusa. La misurazione è completata in un lasso di tempo di 2/3 minuti. I punti di misurazione sono dodici, uno per meridiano e otto di questi punti sono coincidenti con i punti YUAN. Secondo l’agopuntura classica il punto YUAN viene anche denominato punto “sorgente” e, in agopuntura tradizionale, una alterazione questo livello è considerata come “spia” di una patologia nel meridiano a cui appartiene o dell’organo o viscere ad esso collegato.
Il valore di ogni singolo meridiano viene riportato in un’apposita scheda di registrazione la
“carta Ryodoraku”. Viene eseguita la somma dei valori ed il totale viene diviso per il numero
dei canali, vale a dire 24. Questo valore medio ottenuto rappresenterebbe il livello dell’energia dell’individuo corrispondente alla sua bilancia neurovegetativa. Questo valore è
tendenzialmente maggiore in estate che in inverno e varia in rapporto ad età e sesso.
L’interesse del metodo consiste nella ripetibilità dei risultati ottenibili con il medesimo strumento e nella possibilità di seguire di misurazione in misurazione la variazione relativa dei rapporti energetici tra i singoli meridiani. L’analisi di migliaia di pazienti ha portato alla compilazione di una tabella in cui sono elencati i principali sintomi collegabili all’eccesso o al deficit di ogni singolo Ryodoraku.
Una volta eseguita la misurazione dei valori sul paziente questa tabella può essere utilizzata
per eseguire il cosiddetto “Fumonshin” ; vale a dire la “diagnosi senza interrogazione del paziente” semplicemente basandosi sul confronto tra i valori misurati e i sintomi riportati nella tabella. Una corretta anamnesi e visita medica rimane ,sempre, fondamentale; essa ci
permette di riconoscere quali tra i valori alterati coincidano con i sintomi di cui maggiormente il paziente si lamenta.

La terapia

Secondo la teoria dell’agopuntura una persona si mantiene in buona salute fino a che la sua
energia rimane bilanciata all’interno dei meridiani e scorre nel suo corpo in maniera ritmica ed ordinata: ogni alterazione della circolazione dell’energia o dei rapporti energetici tra meridiani sarà fonte di malattia. Lo scopo della terapia è quello di bilanciare e fare muovere l’energia della persona riequilibrando di fatto il suo sistema neurovegetativo.
L’agopuntura per ottenere questo scopo utilizza punti “locali” nella sede riferita del disturbo e punti “distanti” situati lungo il canale o meridiano che è connesso alla zona ammalata.
Tenendo conto dell’esame del paziente due sono le modalità di intervento terapeutico sul paziente tramite il metodo Ryodoraku: terapia locale di bilanciamento e terapia generale di bilanciamento.

Terapia di regolazione o bilanciamento locale

Questo metodo è stato definito dal Dr. Nakatani come: “trattamento locale di regolazione del SNA. L’effetto favorevole di questo tipo di terapia si estende, comunque, dal puro ambito locale anche a quello generale o sistemico. La base di questo trattamento è costituita dalla ricerca nella sede della patologia dei punti “REPP” locali.
Nel caso di una patologia dolorosa o muscolotendinea essi vanno ricercati nell’area corporea
cui il paziente riferisce i sintomi.
Nel caso di una patologia viscerale essi vanno ricercati nella zona cutanea sede di proiezione dei sintomi dell’organo o del viscere ammalato.

Terapia di regolazione o bilanciamento generale

Come già detto, al pari dello studio dei polsi, lo studio della carta “RYODORAKU” ci consente di determinare un bilancio “energetico” generale del paziente.
Le alterazioni che si possono riscontrare con l’esame sono le seguenti:uno o più dei meridiani principali in “eccesso” energetico oppure in “deficit”;la branca destra o sinistra di uno o più meridiani in “dissonanza energetica: vale a dire una in eccesso e l’altra in deficit con una differenza dei valori tra le due branche perlomeno di 25 millimetri od unità equivalenti; una “dissonanza” energetica tra meridiani collegati secondo la regola “interno/esterno”;qualsiasi altro problema tra meridiani ricollegabile a alterazioni ricomprese nella regola dei “5 movimenti”; alterazioni del rapporto Yin/Yang dei meridiani.
Per ognuno di questi casi è proposto un idoneo trattamento di agopuntura.
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